Tuo figlio fa i capricci? Ecco le 4 frasi da evitare assolutamente

Tuo figlio fa i capricci? Ecco le 4 frasi da evitare assolutamente

a cura di: Veronica Remordina
13/11/2017



Quando un bambino scoppia nei suoi capricci più insistenti, si sa, è come un vulcano che esplode e getta lava incandescente addosso allo sfortunato genitore di turno. A volte il precipizio emotivo è talmente profondo, che il genitore alle prese con quel capriccio si trova a dover fronteggiare una situazione di forte tensione, dove i pensieri e le parole viaggiano a 300km/h. 

In queste situazioni può capitare di pronunciare parole o frasi che possono avere esiti inutili e talvolta rovinosi. Le parole organizzate in frasi, infatti, sono il veicolo di messaggi che influenzano programmaticamente i pensieri e le azioni delle persone. Ciò vale sia per le parole che ci si ripete nella propria testa, sia per le parole che si scelgono per comunicare con gli altri. La PNL insegna che tutte le parole hanno un’influenza sul modo di agire, e in educazione questo concetto è ancora più rilevante considerando che l’influenza interessa la crescita e lo sviluppo di un bambino.

In questo senso, se l’obiettivo è quello di risolvere il capriccio al meglio delle proprie possibilità, alcune frasi sono inutili e da evitare del tutto. Ecco alcuni esempi di frasi da evitare.

“Che capriccioso che sei”, “che noioso”, “sei il solito guasta-feste”: le etichette. Queste frasi contengono parole che vengono chiamate etichette (capriccioso, noioso, guasta-feste). Le etichette riportano alla mente gli adesivi con la colla che si attaccano e rimangono attaccati a lungo tempo. La metafora è più che azzeccata, perché queste parole si insinuano nella mente di bambini e ragazzi, e col tempo si trasformano in forti convinzioni personali che possono influenzare i pensieri e le azioni. (Approfondisci qui).

“Guarda quel bambino com’è bravo, mica come te”, “senti tuo fratello, lui sì che è bravo”: i paragoni che distruggono l’autostima. L’idea che un bambino, per sentirsi incoraggiato a migliorare, abbia necessità di paragoni negativi, è del tutto infondata. I paragoni non fanno altro che alimentare il senso di inadeguatezza dei figli, nonché ad abbassare la loro autostima. I bambini e i ragazzi hanno bisogno del supporto dei loro genitori e di sentirsi sempre accettati così come sono.

“Non essere arrabbiato”, “non essere triste”, “smettila di piangere”: la negazione dei suoi sentimenti. Anche se sei al supermercato, tutti ti osservano e hai premura di far smettere le urla di tuo figlio, evita tutte le frasi che implicitamente reprimono le emozioni. Provare emozioni è del tutto normale (approfondisci qui), e se tuo figlio in un certo momento è arrabbiato, piange o fa i capricci ha i suoi buoni motivi per farlo. Ciò che di meglio va pronunciato in quei momenti sono frasi che esprimono avvicinamento e interesse al bambino come ad esempio: “lo so che sei arrabbiato”, “capisco come ti senti”, “se senti la necessità di piangere, piangi io sono qui e sono pronto ad ascoltarti”.

“Non puoi farmi questo!”, “non mi porti rispetto”, “se fai così vuol dire che non mi vuoi bene”: fare leva sul senso di colpa. Queste sono le frasi che rischiano di indurre nei bambini e nei ragazzi un senso di colpa inutile. Perché inutile? Perché il senso di colpa induce una ferita e un senso di inadeguatezza che abbassano la sua autostima. Inoltre, un bambino che apprende questa modalità di pensiero, prima o poi incomincerà lui stesso ad usarla nei confronti di mamma e papà.

Veronica Remordina – Parent Coach


Veronica Remordina profilo

Veronica Remordina è Parent Coach Professionista e PNL Master Practitioner (certificazioni conseguite presso NLP Italy Coaching School), ha una laurea specialistica in Psicologia (titolo conseguito presso l’università degli studi di Pavia). E’ ideatrice e creatrice del Metodo CCA, l’unico metodo che integra le migliori tecniche del Coaching, con le più autorevoli conoscenze Psicologiche e le più efficaci tecniche di PNL nell’ambito del Parent Coaching.