Troppe regole? Troppo poche? Scopri come porre limiti utili a tuo figlio

Troppe regole? Troppo poche? Scopri come porre limiti utili a tuo figlio

a cura di: Veronica Remordina
30/08/2017



I confini e i limiti in educazione tracciano una linea tra ciò che è concesso e ciò che è vietato. Chi meglio di un genitore può fissare i paletti nel cammino di crescita del proprio figlio? Nel contesto attuale, dove sempre più importanza viene data al concetto di libertà e di felicità, alcune persone sono indotte a pensare che un figlio cresciuto liberamente e felice sia privo di regole chiare. In realtà, i confini e i limiti tracciati da un genitore autorevole (puoi approfondire qui gli stili educativi) sono ben presenti, e sono come un faro che illumina la strada senza interferire nel processo di crescita naturale del bambino.

Perché troppi limiti o troppo pochi sono dannosi?

Un bambino che cresce in un contesto dove i limiti e le regole sono eccessivi e per lo più privi di fondamento, rischia di essere bloccato nell’espressione di sé e del suo potenziale, rischia inoltre di “covare” sentimenti di ribellione nei confronti dei genitori, e questo può avvenire subito o in età adolescenziale. I genitori che pongono limiti eccessivi, sia in quantità sia nella durezza, a volte, sono influenzati dal loro stato emotivo.

Altra situazione è quella in cui si hanno pochi limiti o nessuno, in questo caso genitori estremamente permissivi hanno il timore che i limiti possano far soffrire il loro bambino, e di conseguenza non se la sentono di proibirgli qualcosa.  Anche in questo caso, questo stile educativo può essere dannoso, perché un bambino cresciuto senza limiti chiari rischia di entrare in confusione ogni qualvolta abbia delle decisioni da prendere.

Detto ciò, come si fa a tracciare limiti efficaci all’interno di uno stile educativo autorevole?

Il genitore che pone limiti e traccia confini efficacemente ha di base uno stato emotivo calmo e sicuro, non permette, di fatto, ad una giornata negativa di influenzare le sue modalità educative, né alle sue insicurezze di prendere il sopravvento. Le regole e i divieti prendono forma solo se realmente necessari, e in linea generale tre sono le condizioni in cui il genitore pone limiti e divieti:

quando il figlio può danneggiare la sua incolumità e il suo benessere personale;

quando il figlio può danneggiare l’incolumità e il benessere di chi gli sta attorno;

quando il figlio può danneggiare l’ambiente circostante.

Se vuoi essere sicuro di porre limiti che hanno senso, il mio consiglio è quello di spiegarli sempre, infatti, nel trovare la spiegazione plausibile della tua scelta ti accorgi subito se un limite sta in piedi oppure no. Ti faccio un esempio: se a tuo figlio dici “non voglio che bevi la granita” e l’unica spiegazione plausibile che ti viene in mente è “perché lo dico io”, allora con molta probabilità ti trovi di fronte ad un limite che puoi lasciare andare. Se invece il tuo problema è quello di essere troppo permissivo, vedila in questo modo: porre un limite non significa per forza urlare, ferire e creare opposizione, piuttosto significa parlare, spiegare e assicurarsi che tuo figlio abbia compreso, e questo sicuramente fa già parte del tuo atteggiamento educativo.

Veronica Remordina


Veronica Remordina profilo

Veronica Remordina è Parent Coach Professionista e PNL Master Practitioner (certificazioni conseguite presso NLP Italy Coaching School), ha una laurea specialistica in Psicologia (titolo conseguito presso l’università degli studi di Pavia). E’ ideatrice e creatrice del Metodo CCA, l’unico metodo che integra le migliori tecniche del Coaching, con le più autorevoli conoscenze Psicologiche e le più efficaci tecniche di PNL nell’ambito del Parent Coaching.