Perché è meglio crescere figli responsabili piuttosto che obbedienti?

Perché è meglio crescere figli responsabili piuttosto che obbedienti?

a cura di: Veronica Remordina
21/08/2017


Gli anni Cinquanta e Sessanta furono quelli "dell'uomo aziendale". Per avere successo bisognava non tanto pensare con la propria testa, quanto obbedire fedelmente alle regole. Chi voleva fare carriera non doveva spiccare, ma inserirsi, e avere abbastanza autostima per mantenere un livello di competenza sufficiente nello schema già esistente, ma non tanto da sfidare i valori e le politiche aziendali. Rinunciare a sé stessi per il bene della compagnia era un valore condiviso da molti. (N. Branden, 1998)

Rispetto a sole poche decine di anni fa, il mondo attuale è cambiato straordinariamente. Il progresso ha influito su gran parte del mondo lavorativo, tanto da stravolgere in alcuni ambiti il concetto stesso di "lavoro". L'approccio al lavoro è cambiato, la mentalità è diversa, ciò che viene richiesto alle persone è cambiato, insomma se si paragona il mondo del lavoro di oggi con quello dei nostri genitori, siamo lontani anni luce da quel modello.

In questo contesto nasce l'esigenza di crescere figli con una mentalità differente, lontana dall'idea della mera obbedienza e più incline allo sviluppo del senso di responsabilità. I bambini responsabili sviluppano un loro senso dell'agire, sanno cosa vogliono e come raggiungerlo, comprendono da soli l'impatto delle loro scelte su di sé e sul mondo circostante. Se il figlio obbediente è colui che sacrifica sè stesso, la sua volontà, i suoi piaceri e i suoi scopi, al contrario il figlio responsabile ha appreso un concetto diverso di agire e si rifiuta di considerare opportuna la pratica del sacrificio. 

L'autrice Jane Bluestein, in 21st Century Discipline, stila una serie di differenze fra il ragazzo responsabile e quello obbediente, eccone alcune:


Il figlio obbediente esegue gli ordini;

Il figlio responsabile compie delle scelte.


Il figlio obbediente è motivato da fattori esterni, ovvero trova la soddisfazione nelle lodi e nel compiacimento dei genitori, e ne ricerca costantemente l'approvazione;

Il figlio responsabile è motivato internamente, trova lui stesso la motivazione per agire e la soddisfazione è sua personale.


Il figlio obbediente fatica a vedere la connessione tra le sue azioni e le conseguenze delle sue azioni;

Il figlio responsabile è in grado di ragionare sulle conseguenze delle sue azioni e di comportarsi di conseguenza.


Il figlio obbediente ha difficoltà a scegliere fra più opzioni senza che qualcuno lo aiuti;

Il figlio responsabile vaglia le opzioni con facilità e sceglie  considerando diversi fattori.


Il figlio obbediente comprende ed esprime a fatica le proprie esigenze personali;

Il figlio responsabile comprende i suoi bisogni e li sa esprimere.


È di facile intuizione che, oggigiorno, il senso di responsabilità è più utile rispetto all'obbedienza. Gli stili genitoriali di riferimento sono due: da un lato l'obbedienza può essere indotta da uno stile genitoriale autoritario, dall'altro la responsabilità viene facilmente favorita in un contesto dove i genitori adottano uno stile genitoriale autorevole.


Veronica Remordina profilo

Veronica Remordina è Parent Coach Professionista e PNL Master Practitioner (certificazioni conseguite presso NLP Italy Coaching School), ha una laurea specialistica in Psicologia (titolo conseguito presso l’università degli studi di Pavia). E’ ideatrice e creatrice del Metodo CCA, l’unico metodo che integra le migliori tecniche del Coaching, con le più autorevoli conoscenze Psicologiche e le più efficaci tecniche di PNL nell’ambito del Parent Coaching.