Potenziale in azione: il talento

Potenziale in azione: il talento

a cura di: Veronica Remordina
06/08/2017



Il suo talento era naturale come il disegno tracciato dalla polvere sulle ali di una farfalla. (Ernest Hemingway)

Il talento è l’audacia, lo spirito libero, le idee ampie. (Anton Cechov)

I bambini di talento, sono bambini che emergono, grazie al loro alto grado di intelligenza o di abilità, in qualche ambito particolare. Sono bambini che mostrano degli interessi ben specifici fin da piccolissimi: ad esempio per la musica, per l’arte, per la matematica e per il movimento. Nell’ambito in cui hanno una propensione naturale, questi bambini impegnano larga parte del loro tempo. Ken Robinson in una citazione afferma: “Le risorse umane sono come le risorse naturali, giacciono in profondità, ecco perché bisogna creare le condizioni affinchè queste si manifestino”. L’espressione del talento, infatti, è fortemente influenzata dall’ambiente circostante, un bambino incoraggiato e favorito nell’espressione di sé e del suo potenziale ha più probabilità di sviluppare il suo talento.

Un bambino è particolarmente incline a fare ciò che gli piace e per natura è dotato del più alto grado di perseveranza che si possa immaginare (basti pensare a quando un bambino piccolo si accinge a camminare: cade e si rialza continuamente fino a quando non cammina stabile e sicuro). Lui stesso sceglie di perseverare in ciò che gli dà più felicità e soddisfazione: la ripetizione, l’impegno, la creatività, la determinazione e la sua sensazione di autoefficacia lo aiutano a sviluppare capacità intellettive nell’ambito specifico di sua scelta. Una ricerca ha evidenziato che i bambini superdotati in matematica hanno le stesse capacità di memoria dei loro coetanei, ma ciò che li differenzia dal gruppo dei pari è che con l’esercizio continuo hanno appreso strategie di calcolo avanzate e hanno sviluppato abilità concettuali equivalenti ai bambini più grandi (Okamoto et al., 2006).

Cosa succede quando un bambino esprime liberamente il suo talento?

Gli studi hanno evidenziato che i bambini che vengono lasciati liberi di esprimere sé stessi, nell’ambito in cui sono più naturalmente inclini, si lasciano andare in una sorta di flusso che gli permette di attivare modalità di apprendimento basate sulla ripetizione e sulla perseveranza. Lo stato di flusso è un forte momento emozionale in cui il bambino prova piacere e soddisfazione in ciò che sta eseguendo, tanto che rimane concentrato a lungo nell’attività senza quasi accorgersi del mondo che lo circonda. Durante il flusso, il bambino è estremamente motivato a portare a termine ciò che ha iniziato e a “rialzarsi” facilmente di fronte ai fallimenti. (J. Nakamura, 1988)

Le domande che ti aiutano a scoprire cosa piace di più a tuo figlio.

Per avere una chiara idea di cosa piace a tuo figlio ti do due suggerimenti: il primo consiglio è quello di chiederglielo direttamente (anche se tuo figlio è piccolino) con le seguenti domande: “cosa ti piace?”, “cosa ami di più?”, “cosa vuoi fare?”. Il secondo consiglio è quello di osservarlo senza filtri, senza giudizi e di porti tu delle domande: “cosa gli piace fare più di tutto?”, “qual è l’ambito in cui passerebbe ore e ore senza stancarsi?”, “da cosa è attratto?”, “in cosa lui si sente bravo ed esprime soddisfazione?”, “in cosa secondo te è veramente bravo?”.



Veronica Remordina profilo

Veronica Remordina è Parent Coach Professionista e PNL Master Practitioner (certificazioni conseguite presso NLP Italy Coaching School), ha una laurea specialistica in Psicologia (titolo conseguito presso l’università degli studi di Pavia). E’ ideatrice e creatrice del Metodo CCA, l’unico metodo che integra le migliori tecniche del Coaching, con le più autorevoli conoscenze Psicologiche e le più efficaci tecniche di PNL nell’ambito del Parent Coaching.