Cosa sono i capricci e come si affrontano

Cosa sono i capricci e come si affrontano

a cura di: Veronica Remordina
04/10/2017



Eccoli che arrivano. Più o meno a partire dai due o tre anni di vita, compaiono i tanto temuti capricci. C’è chi li affronta come fanno i cavalieri con i draghi, chi si legge i consigli di self-help sui social, chi ancora è incredulo che quello che ha davanti sia lo stesso bambino di poco prima. Diciamocelo, affrontare i capricci in questi termini, è un po’ come mettersi in mezzo ai binari e attendere che passi la metropolitana. Come per tutti gli aspetti della vita, ci vuole consapevolezza e conoscenza. Ecco perché questo articolo sul Parent Coaching inteso come intervento sui capricci, fa al caso tuo.

Come primo aspetto, è necessario che tu sappia esattamente cosa sta succedendo al tuo bambino quando fa i capricci. I pianti, le urla, i rotolamenti a terra, e chi più ne ha più ne metta, sono l’espressione di un disagio che il bambino sta vivendo. Comprendere le origini del disagio può essere di grandissimo aiuto, per gestire i capricci e fare in modo che questi si attenuino col passare del tempo. Il secondo aspetto da considerare, è che, come ben sai, il mestiere del genitore è già di per sé abbastanza complesso, se le tue preziose energie vengono disperse con i capricci di tuo figlio, rischi di intaccare il tuo benessere personale, e di conseguenza di vivere male la relazione con il tuo bambino. Affrontare i capricci di tuo figlio con maggiore consapevolezza, ti aiuta a restare nello stato d’animo più utile e a farti scivolare via di dosso tutte le sensazioni spiacevoli, oltre che a preservare la relazione con il tuo bambino.

Cosa sono allora i capricci dei bambini?

Nella maggior parte dei casi, i capricci dei bambini possono essere ricondotti a bisogni mal espressi o non compresi (la comprensione può riguardare sia l’adulto che non ha saputo cogliere dei segnali, sia il bambino che ancora non è in grado di riconoscere ed esprimere i propri bisogni). Di seguito trovi i bisogni principali dei bambini.

Bisogni fisici: sono i bisogni di mangiare e di dormire. Ti faccio un esempio: siete a cena da amici, si tarda un po’, tuo figlio sta giocando con gli amichetti ed è già in ritardo sul suo orario per la nanna, in quel caso probabilmente ha dato dei segnali premonitori: un po’ di nervosismo, la ricerca di contatto, ha iniziato a lamentarsi. In questo caso se il suo bisogno non viene riconosciuto e soddisfatto è più che probabile che sfoci nel capriccio.

Bisogni relazionali: è il bisogno di sentirsi in relazione, amato, e compreso dalle persone per lui importanti, in particolar modo con la figura di attaccamento più rilevante, la mamma.

Bisogni psicologici legati allo sviluppo: è il bisogno di maturare la propria autonomia, di iniziare a differenziarsi dal genitore, di comprendere ciò che vuole e ciò che lo fa stare bene. E’ anche la necessità di fare esperienze del mondo circostante, di vivere liberamente le proprie passioni e le proprie potenzialità. Ti sembra precoce per un bambino di due anni parlare di tutto ciò? In realtà già da piccolissimi, i bambini esprimono le loro preferenze, la loro curiosità verso il mondo, la loro necessità di sentirsi liberi perché è la natura del loro essere, ovvero dell’essere umano.

Come affrontare al meglio i capricci derivanti da bisogni?

Il modo migliore, per affrontare i capricci di un bambino, è sempre quello di mettersi nei suoi panni. Il “mettersi nei suoi panni” significa comprendere in maniera empatica quale sia il suo bisogno inespresso, mantenendo la calma ed evitando il giudizio (se lui sta male un motivo ce l’ha). Pensa a cosa può essere successo in quel periodo, l’inserimento all’asilo, una separazione, un litigio, troppe negazioni, troppe regole, un genitore via per lavoro, fame, sonno…

A quel punto la cosa migliore da fare, fin da piccolissimi, è quella di chiedere amorevolmente e con calma: “di cosa hai bisogno?”. Questa domanda se ripetuta con pazienza e costanza aiuta il bambino a identificare meglio i suoi bisogni e ad esprimerli autonomamente attenuando i capricci. In principio, con molta probabilità, sarà necessario aiutarlo per trovare la risposta, ma come in tutto, l’impegno, la perseveranza e l’amore ripagano di tutti gli sforzi fatti.

Veronica Remordina


Veronica Remordina profilo

Veronica Remordina è Parent Coach Professionista e PNL Master Practitioner (certificazioni conseguite presso NLP Italy Coaching School), ha una laurea specialistica in Psicologia (titolo conseguito presso l’università degli studi di Pavia). E’ ideatrice e creatrice del Metodo CCA, l’unico metodo che integra le migliori tecniche del Coaching, con le più autorevoli conoscenze Psicologiche e le più efficaci tecniche di PNL nell’ambito del Parent Coaching.