I bulletti del parco giochi

I bulletti del parco giochi

a cura di: Veronica Remordina
18/08/2017


Come si comporta la maggior parte dei genitori quando al parco giochi un bambino fa il bulletto con i loro figli? Tanti genitori si riferiscono in malo modo al bambino in questione, altri portano via i propri figli, altri ancora incitano i figli al conflitto. Se si pensa che ad essere messo in pericolo o minacciato è il bene più prezioso di un genitore, questi comportamenti sono più che comprensibili. Con ciò non significa che sia giusto, sia ben inteso, ma nell’impeto naturale di proteggere il proprio figlio è comprensibile commettere degli errori. A volte è la pancia a far agire piuttosto che la testa, salvo poi restare, in alcuni casi, con la sensazione di “aver potuto fare di meglio”.

Episodi di questo tipo accadono continuamente ed è utile affrontarli con mente allenata e preparata, piuttosto che reiterare comportamenti dannosi. Inoltre, quando si decide di rivolgere la comunicazione anche all’altro bambino (il bulletto), questa può sortire effetti nel breve e nel lungo periodo, quindi è importante farlo in maniera corretta.

Cosa succede quando un bambino fa il bulletto?

Un bambino che si comporta in maniera conflittuale con gli altri bambini, è pur sempre un bambino (qui si parla di bambini in età da parco giochi compresa tra i 2 e gli 8 anni). A volte questo tipo di comportamenti possono essere letti come campanelli d’allarme di un disagio più profondo, altre volte semplicemente un bambino può decidere di comportarsi così a seguito di un’arrabbiatura, di un litigio o di questioni emotive mal gestite. Diciamolo, anche il bambino più bravo del mondo ha combinato i suoi guai. In ogni caso: un bambino rimane pur sempre un bambino e che la sua sia una richiesta d’aiuto o che semplicemente si comporti così perché un altro bambino gli sta antipatico, per quanto stia commettendo un errore, merita comprensione.

Come comportarsi allora?

Per tuo figlio la situazione diventa un’ottima occasione per imparare nuove strategie di relazione e di approccio linguistico, se ti chiede aiuto, ti consiglio di farti spiegare nel dettaglio l’accaduto, di promuovere un atteggiamento positivo win-win e di chiedere direttamente a lui quali azioni ha già messo in campo, e cosa può fare o dire di diverso per risolvere la situazione.

Se credi che sia necessario parlare anche con l’altro bambino, magari perché la madre è assente o perché lui sta mettendo a rischio il benessere suo, e di chi gli sta attorno, ricorda che con il suo comportamento sta comunicando (male) qualcosa. Io ti suggerisco di chiedergli di cosa ha bisogno, successivamente di ascoltarlo, e di spiegargli con calma perché sta sbagliando e cosa può fare di meglio. Nella maggior parte dei casi, in cui i bambini di questa età offendono e aggrediscono gli altri bambini, ciò che li può aiutare è la comprensione dei loro bisogni oppure diventare più intelligenti emotivamente.


Veronica Remordina profilo

Veronica Remordina è Parent Coach Professionista e PNL Master Practitioner (certificazioni conseguite presso NLP Italy Coaching School), ha una laurea specialistica in Psicologia (titolo conseguito presso l’università degli studi di Pavia). E’ ideatrice e creatrice del Metodo CCA, l’unico metodo che integra le migliori tecniche del Coaching, con le più autorevoli conoscenze Psicologiche e le più efficaci tecniche di PNL nell’ambito del Parent Coaching.